Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato l'imposizione di dazi del 10% su otto nazioni europee a partire dal 1° febbraio, scatenando un crollo delle borse del Vecchio Continente. Le tariffe, annunciate sabato, puntano a forzare il «completo e totale acquisto della Groenlandia» da parte di Washington. I mercati hanno reagito con panico: le borse europee hanno aperto in netto calo lunedì mattina, mentre l'oro ha superato i 4.660 dollari l'oncia, toccando un nuovo record storico.
I paesi colpiti sono otto alleati NATO che avevano inviato truppe in Groenlandia: Danimarca, Svezia, Francia, Germania, Paesi Bassi, Finlandia, Gran Bretagna e Norvegia. Trump ha avvertito che le tariffe potrebbero salire al 25% a partire da giugno se non si raggiunge un accordo. Le perdite in borsa sono state immediate: il Cac 40 di Parigi ha perso l'1,58%, il Dax di Francoforte l'1,13% e il Ftse Mib di Milano l'1,5% nelle prime contrattazioni.
Gli investitori si sono rifugiati nei beni rifugio, spingendo l'oro oltre l'1% in una singola giornata. Il metallo prezioso aveva già mostrato una chiara tendenza al rialzo dall'inizio dell'anno, sostenuto dall'instabilità politica globale e dai timori per l'indipendenza della Federal Reserve.
La risposta dell'Europa
I leader europei si preparano a una risposta coordinata. Un vertice d'emergenza è stato convocato per giovedì a Bruxelles, dove verranno discusse possibili contromisure. Le opzioni sul tavolo includono l'imposizione di dazi su prodotti statunitensi per un valore di 93 miliardi di euro. Il presidente francese Emmanuel Macron potrebbe chiedere l'attivazione dello strumento anticoercizione dell'UE.
L'Europa sta anche valutando il blocco dell'approvazione dell'accordo commerciale con Washington siglato l'anno scorso. I leader europei riconoscono che le singole nazioni hanno un potere limitato contro le tariffe americane, ma un'azione collettiva offre diverse opzioni.
Davos al centro della tensione
Il Forum economico mondiale di Davos, aperto lunedì e in programma fino a venerdì, diventerà il principale teatro del confronto. Trump è atteso per un intervento mercoledì, mentre quasi tutti i leader europei saranno presenti. La delegazione statunitense sarà la più numerosa mai vista a Davos. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky parteciperà sperando di firmare un accordo di garanzia di sicurezza con Washington.
Sul fronte economico, la Cina ha centrato l'obiettivo del 5% di crescita del PIL nel 2025, nonostante la guerra commerciale con gli Stati Uniti. I mercati asiatici hanno mostrato andamenti contrastati lunedì: Shanghai ha registrato un lieve rialzo, Seoul è salito oltre l'1%, mentre Tokyo e Hong Kong hanno perso rispettivamente lo 0,8% e l'1% a causa delle tensioni geopolitiche.
In un altro sviluppo significativo, l'Europa si appresta ad annunciare questa settimana il divieto di componenti di produzione cinese per le infrastrutture critiche. Bruxelles formalizzerà la misura martedì 20 gennaio, con Huawei e ZTE identificati come obiettivi principali del ban.
Nota: Questo articolo è stato creato con l'Intelligenza Artificiale (IA).





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