Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha convocato domenica una riunione della coalizione di governo dopo essersi opposto alla composizione di un consiglio consultivo per Gaza formato dalla Casa Bianca. L'ufficio di Netanyahu ha sollevato obiezioni sabato sera, affermando che la formazione non è stata coordinata con Israele e contraddice la sua politica.
La Casa Bianca ha annunciato questa settimana l'istituzione di un "Board esecutivo di Gaza" e di un più ampio "Board della pace", entrambi parte di un piano in 20 punti del presidente Donald Trump per porre fine alla guerra a Gaza. Trump presiede il Board della pace, mentre il Board esecutivo include il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan e il diplomatico qatariota Ali Al-Thawadi, oltre ad altri funzionari regionali e internazionali.
Le obiezioni di Israele
L'ufficio di Netanyahu ha dichiarato sabato sera: «L'annuncio relativo alla composizione del Comitato esecutivo di Gaza, che è subordinato al Consiglio della Pace, non è stato coordinato con Israele ed è contrario alla sua politica». L'ufficio di Netanyahu ha poi precisato: «Il primo ministro ha incaricato il ministro degli Esteri di contattare il segretario di Stato americano in merito alla questione».
Il Board esecutivo di Gaza svolge un ruolo consultivo e opera subordinato al Board della pace guidato da Trump. L'organo internazionale dovrebbe regolare la transizione nella Striscia, occupandosi di sicurezza, flussi di aiuti, ricostruzione, priorità e vincoli.
La struttura del piano
Il piano prevede anche un comitato palestinese locale, guidato da Ali Sha'ath, per la gestione quotidiana dei servizi essenziali e il riavvio minimo delle attività.
Nickolay Mladenov coordinerà la transizione operativa sul campo a Gaza, supervisionando il coordinamento tra i vari attori coinvolti nel processo.
Il progetto della "fase due" ha suscitato critiche. Secondo analisi, il piano rischia di trasformare Gaza in un territorio amministrato senza prospettive politiche, perpetuando controllo e dipendenza invece di favorire la sovranità. Il Board della pace concentra il processo decisionale in una catena di comando snella, capace di orientare risorse, accessi, contratti e legittimazioni.
Gli osservatori sottolineano che questo approccio trasforma una richiesta di giustizia in un problema di efficienza, rendendo Gaza "amministrabile" e "controllabile" piuttosto che riportarla alla normalità. Sebbene presentata come umanitaria, gli osservatori vedono la ricostruzione come un gioco di potere su terreni, permessi, materiali e contratti.
Nota: Questo articolo è stato creato con l'Intelligenza Artificiale (IA).










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